Noi romanisti, inguaribili rosiconi e rinfaccioni

Anche oggi, dopo Roma-Udinese 4-0, il web pullula di pagine di romanisti gli uni contro gli altri. 

Invece di gioire insieme per una vittoria rotonda (ma che fino al 50′ non eravamo così convinti di raggiungere…) anche oggi facciamo a gara a chi per primo attacca chi è stato smentito dai “fatti”.
Chi prima ha criticato questo o quell’altro.


Una volta siamo con la sud che protesta, un’altra contro la stessa che sciopera. Una volta “Garcia non si tocca” e “no alla cavalli di ritorno”, un’altra “ce pensa il Pelato”. 
Una volta siamo una squadra di pippe, un’altra di fenomeni.

E ancora: il mercato, la società, il Capitano…
A seconda di come vada, vedo troppo spesso prevalere tra noi romanisti un senso di rivalsa che ci pone uni contro gli altri. 
E “gli altri” sono sempre non “veri tifosi”, come invece siamo noi, se non addirittura “il male della Roma”. 
Ma che palle che siamo! Non riusciamo a gioire tutti insieme neanche quando invece potremmo. 
Oggi per esempio leggo tanti che per esempio scrivono “mo’ ‘ndo stanno quelli che dicevano che Dzeco non la butta dentro manco con le mani?”  
Per esempio, eccomi!
Tuttora penso che sia stato un miracolo che non sia riuscito a buttar fuori pure quella palla. 
Ma pensate che non ho urlato di gioia al suo gol? Pensate che se si sblocca, segna o comunque è utile per la squadra io (o un altro romanista qualsiasi) non strariperò di felicità? 
Io tifo Roma, mica i “l’avevo detto, io”. 
Per me, per esempio, al momento Emerson Palmieri è buono solo per fare “superiorità numerica”, ma se con Spalletti diventa un grande, io sarò il primo ad essere contento. 
E così via. 
Perché io sono un tifoso, ragiono di pancia, col cuore. 
Ho diritto a cambiare opinione, ad esaltarmi o deprimermi a seconda del risultato, ma anche indipendentemente dal risultato. 
Sempre per esempio, io non sono così esaltato dal poker di ieri… Scaturito dopo un pessimo primo tempo privo di organizzazione e gioco e poi scaturito grazie a due rigori in ogni caso generosi. 
Sono un tifoso e ho diritto all’incoerenza. 
La mia unica fedeltà è verso i nostri colori, la Maglia, la Maggica. 
E noi romanisti, che quasi sempre viviamo di effimere gioie, potremmo e dovremmo sentirci un po’ più affratellati da una comune passione, un comune amore.
ap 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *