AS Roma: la squadra inizia a girare, ora tocca alla dirigenza (ne ho per tutti)

Dopo Rudy Garcia, e sempre mannaggia a chi l’ha voluto confermare pure dopo
la partita contro lo Spezia, finita dopo 120′ e recuperi vari ai rigori, senza
manco un tiro contro gli avversari…

Dicevo dopo
Garcia, il prossimo cui auguro di andare a trovare successo altrove è
l’avvocato Mauro Baldissoni, ossia
il Direttore Generale della Roma, la carica più importante e la persona
preposta per relazionarsi direttamente con James
Pallotta
, proprietario e presidente della AS Roma, che però non presiede perché
vive dall’altra parte del mondo e non ha previsto una figura al riguardo. 

Ma questa è
un’altra storia. 
Il giorno in cui la Maggica entrasse nei desideri di un
oligarca russo, un milionario dell’Est asiatico, o uno sceicco arabo, o qualche
altro
facoltoso con uno mucchio di soldi da buttare, ecco allora potremmo
sperare che pure Pallotta levi le tende.

Ma torniamo
all’avvocato, il nostro DG. 

Dicevo, Baldissoni è il secondo che spero se ne
vada al più presto a fare qualcosa che magari sa fare meglio rispetto quello
che fa ora. 

Il
supponente avvocato, che ad ogni stagione contende con Marotta la corona
di  mister Simpatia, ogni volta che apre bocca riesce a dire qualcosa di
sbagliato, anche quando sta zitto. 

In un
processo, in tribunale, non vorrei mai stare nei panni dello sventurato che lo
scelga come mio difensore. 

E se, per assurdo, in una causa si potesse scegliere
l’avvocato della contro parte, ecco io prenderei l’avv. Baldissoni.

Dopo Garcia
e dopo Baldissoni, il terzo che saluterei è Walter Sabatini, il nostro Direttore Sportivo e di fatto
plenipotenziario di Trigoria.
 

Devo
ammettere che sul nostro Walterone qualche dubbio, in positivo, ce l’ho. 

Per esempio
la campagna acquisti l’ha centrata in pieno. 
E devo ammettere che su ElSha non ci avrei mai scommesso (ora
però speriamo che il suo non sia solo un exploit iniziale), Perotti e Zucanovic, che giocano da noi da diverso tempo io non li avevo
notati (e infatti io faccio il tifoso che manco gioca al fantacalcio). Quindi
molto bene. 

Ma sono
rimasto molto perplesso da molte altre operazioni come gli acquisti in stock,
col Catania, Cagliari, Genoa…

Con i sardi
un’estenuante trattativa, una specie di riacquisto di
Radja e, buttati “in caciara”, un 3×1, anche Astori e Ibarbo, quest’ultimo noto più per le sue qualità amatorie che il
talento calcistico.

Come con i
sardi le operazioni in stock con il Catania (come dimenticare il mitico Spolli che indossò la maglia
giallorossa per la partita finale del campionato e riuscì immediatamente ad
entrare nel memoriale dei romanisti che hanno causato rigori in modi
imbecilli. 

Sempre dal
Catania quest’anno abbiamo il povero Gymberg,
che nella stessa partita si è sfracassato la testa e poi pure rotto un piede. 
E
per questo noi romanisti non lo scorderemo mai. Auguri Norbert, speriamo che tu
non sia una “pippa ar sugo”, ma un affidabile gregario quando ti
rimetterai.

Per non
parlare dei flop clamorosi, in primis  Iturbe e Dumbia. E l’errore, più il tempo passa, sarà nel non essere riusciti
a darli via.

Infine gli
acquisti di giovani promesse come Paredes,
Sanabria e Ucan
I primi due dati in prestito quest’anno stanno trovando
spazio e facendo bene. 
Ma Ucan? Sono anni che da noi non lo utilizzano manco
per portare l’acqua. 
Se non è una pippa dovrebbe avere qualche possibilità,
altrimenti il giocatore si deprezza e deprime soltanto.

Si dice che
il nostro DS a fine campionato andrà via. Forse è meglio così. 
Ma se restasse
dovrebbe agire di concerto con Spalletti, tutti gli acquisti e vendite
dovrebbero essere concordati.

Infine
sarebbe auspicabile che sopra a tutti e sempre presente a Trigoria come sugli
spali degli stadi ci  fosse un’autorevole figura, esperta di calcio e
calcio italiano, preposta a raccordare tutte le attività dell’AS Roma

C’è già? Ah
sì c’è pure lui. La contro figura di John Travolta: Italo
Zanzi, il nostro Chief Executive Officer, una specie di
Amministratore Delegato. 
E mi sa che lui è un delegato delegante. 
Sono diversi
anni che ci si domanda che cosa faccia il nostro Italone nella Roma. 
Raffaella
Carrà vuole inserire questa domanda nel suo prossimo varietà al posto del barattolone
pieno di fagioli. E Zanzi sarebbe avvantaggiato dalla sua pronuncia
dell’italiano come solo Don Lurio, Dan Peterson
ed Heather Parisi sanno fare.

Comunqe
Zanzi a me sta simpatico,  se non fosse che guadagna centinaia di migliaia
di euro, per me potrebbe restare. 
A fare che? E che ne so io?  
Se va via
non potremo mai scoprirlo. 

Io punto
molto su di lui come mio modello di successo e attendo che pubblichi il
bestseller “come guadagnare un mucchio di soldi senza fare un cazzo”.
AP

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