GLI ANIMALI HANNO UN’ANIMA

Nel conclave astrologico regna la democrazia, ma al tavolo rappresentato dalle coordinate spazio-temporale che disegnano sulla Terra dodici posti, ben 7 (la maggioranza) sono occupati da animali.
Ariete, Toro, Cancro (granchio) Leone, Scorpione, Capricorno (stambecco) e Pesci. Quattro di questi Toro, Scorpione e Leone e Pesci sono pericolosi e mortali. Se ci aggiungiamo il segno dell’animale fantastico, il Sagittario o Centauro, metà uomo e metà cavallo, prevalgono alla fine gli animali 8 a 4. Gli altri infatti sono 3 segni con fattezze umane, Gemelli, Acquario, Vergine, ed uno solo strumentale, la Bilancia. Questo quadro antico come il tempo non è affatto casuale ma nasconde molti significati simbolici, sia nel numero che nella sua sequenza, ed ha radici matematiche. La progressione cardinale-fisso mobile (del 3) ed il quaternario rappresentato dalla quadruplicità degli elementi. Ad esempio il Fuoco ha il suo rappresentante cardinale nell’Ariete, il segno fisso nel Leone, ed il segno mobile nel Sagittario. E lo stesso per gli altri tre elementi. Il fatto è che anche gli animali provengono dalle stelle, hanno un’anima, nel senso che condividono quella cosmica. Questo concetto è stato spesso confutato ad esempio dal filosofo Cartesio, che vedeva negli animali, macchine, a sua volta confutato da Voltaire . Un prete, Jean Prieur, ha invece scritto un libro edito de Edizioni Mediterranee dal titolo, “GLI ANIMALI HANNO UN’ANIMA” e che raccoglie storie commoventi di gatti che prendono il treno per tornare a casa, di cani che salvano i padroni, del cavallo che conosceva la matematica, di quello che salvò il padrone, etc. Zanna Bianca, Rin Tin Tin, Spirit cavallo Selvaggio insegnano. Ma ci sono molti altri episodi nel corso della storia. A Firenze ad esempio : In piazza de’ Giudici, sulla spalletta dell’Arno, è posta una curiosa lapide. Essa recita: “Qui sono le ossa del cavallo di Carlo Cappello, legato veneto. Oh cavallo, che non sarai dimenticato, questo sepolcro e questo monumento il tuo padrone, non ingrato, ti diede per i tuoi meriti”. Conserva la memoria di un episodio avvenuto il 13 marzo 1530, quando durante l’assedio imperiale della città, fu sparato un colpo di mortaio contro Carlo Cappello, alleato dei fiorentini, mentre si stava recando a Palazzo della Signoria. Questo accadde in Piazza de’ Giudici. Il colpo scoppiò sotto la pancia dell’animale che venne dilaniato ma, grazie alla sua mole, salvò la vita al padrone che rimase illeso. Il rapporto uomo-animale è molto complesso, va dal rispetto e la collaborazione unita all’affetto reciproco, fino allo sfruttamento più bieco e cinico.
Gli scienziati (cartesiani) bastonano e torturano cani scimmie e cavie con la più assoluta indifferenza e si prendono gioco di coloro che hann compassione di queste creature pensando che sentono dolore. Dicevano i cartesiani che gli animali non sono altro che orologi, che i lamenti con cui reagiscono alle percosse sono solo il rumore di una piccola molla che è stata sollecitata, e che nel loro corpo non c’è posto per i sentimenti. E’ cominciato da qui. Essi immobilizzavano quei poveri animali su delle tavole di legno inchiodando le loro zampe e li vivisezionavano per poter osservare la circolazione del sangue che era allora oggetto di vivaci controversie.
Se per anima intendiamo la parte incorporea dell’essere, sede della sensibilità, del giudizio e della volontà, fonte dei pensieri, dei desideri e delle passioni, ebbene sì, gli animali hanno un’anima.
Se per anima intendiamo il coraggio, i sentimenti nobili, gli istinti generosi di un essere considerato dal punto di vista morale, ebbene sì, gli animali hanno un’anima.
Se per anima intendiamo un’entità immateriale, ma pur tuttavia sottile e sostanziale, che si separa dal corpo nel momeno della morte; se per anima s’intende una copia conforme dell’essere, che riproduce fedelmente ciò che egli fu nella sua vita e che gli consente di continuare a vivere in un altro mondo, ebbene sì, gli animali hanno un’anima. animale = anima. Non lo dice la parola stessa? Gli animali hanno l’anima. Ne è convinto un italiano su due.

Quindi perchè alcuni, tra cui la chiesa stessa afferma il contrario? Motivi di danaro o di interesse, di sfruttamento. Un capitolo a parte sono gli animali fantastici, il Centauro, il Minotauro, l’Unicorno.
Il Manuale di Zoologia fantastica, scritto da J.L. BORGES compie un piccolo e apparentemente semplice excursus in questa terra favolosa, esaminando quasi con discrezione un certo numero di “esemplari” incontrati durante le numerose ed eclettiche letture dell’autore: OMERO e il Talmud, le Mille e Una Notte e la Bibbia, Il Milione, ERODOTO e PLINIO. D’altra parte, lo stesso Borges, parlando della figura del Drago, ci dice: “C’è qualcosa, nella sua immagine, che s’accorda con l’immaginazione degli uomini; e così esso sorge in epoche e latitudini diverse”.

La galleria di Borges presenta veri e propri ibridi mostruosi, creature dell’aria, dell’acqua e della terra in cui l’immaginazione umana sembra aver raggiunto il suo apice: la Chimera e la Manticora, il Grifone e il Drago, il Garuda e il Centauro si ritrovano nelle tradizioni classiche e orientali, e altri esseri ancora scaturiscono dalla creatività di autori come KAFKA, POE, C.S. LEWIS. Accanto a questi, senza altro ordine che quello alfabetico, troviamo esseri a metà tra il mondo vegetale e animale: la ben nota Mandragora il cui urlo porta la pazzia quando viene estratta dalla terra, e il Borametz, simile ad un agnello e divorato dai lupi, che produce un succo del colore del sangue.

Continuando questa visionaria esposizione, appaiono anche immagini di straordinaria bellezza, come le Sirene e i loro incanti, o la levità dei Draghi cinesi, divinità dell’aria, e anche il Simurg, la cui leggenda ricorda quella della Fenice.

Ma non solo. Rappresentando con una mirabile grafia fantastica il pensiero del filosofo GEORGE BERKLEY (secondo il quale non c’è realtà materiale, e il mondo sensibile è solo Idea che esiste fino a quando è percepita) Borges, quasi nascondendosi dietro queste creature meravigliosamente mostruose, illustra come la realtà sia fallace, e le coordinate statiche sulle quali facciamo fondamento siano in realtà illusorie: uno Specchio nello Specchio, è evidente per la dialettica drammatica tra reale e irreale, tra sogno e veglia. Lo specchio in Astrologia è per l’appunto i Gemelli (quindi anche il parente del’uomo, la scimmia) e la terza casa, contrapposto al Centauro come (Giove, la vista, la fantasia) tutti gli animali frutto dell’immaginazione e della fantasia che crea una nuova realtà onirico-surreale.

Il labirinto si ritrova abilmente nascosto tra i ritratti delle creature animali dell’oroscopo esse riflettono anche il labirinto della mente umana: il Minotauro nel labirinto, in altre parole la paura dell’ignoto (che si rivela poi quella dei nostri lati più oscuri, nascosti nell’ombra e pronti a rivendicare la loro esistenza), è, come dice lo stesso Borges “un abitante mostruoso adatto ad una casa mostruosa”.. E ancora, il leone Graogràman, la Morte Multicolore, che produce il nulla e brucia qualsiasi cosa gli si avvicini, è molto simile al Basilisco, che vive nel deserto e crea il deserto con il suo venefico sguardo. Una presenza più inquietante e sinistra è costituita dagli Animali degli Specchi: la leggenda, originaria della mitologia cinese parla di creature incarcerate negli specchi dalla magia del leggendario Imperatore Giallo, e condannate a ripetere all’infinito tutti gli atti degli uomini. Ma queste imago, in realtà i nostri spettri e fobie interiori, un giorno si riscuoteranno da questo limbo, e invaderanno sanguinosamente la terra.

“Il primo a svegliarsi sarà il Pesce. Nel fondo dello specchio sorgerà una linea sottile(…), poi verranno svegliandosi le altre forme. Gradualmente, differiranno da noi. Gradualmente, non ci imiteranno. Romperanno le barriere di vetro e di metallo, e questa volta non saranno vinte.(…)
Prima dell’invasione, udremo nel fondo degli specchi il rumore delle armi.”.

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