Referendum costituzionale in Italia: Quali i possibili scenari per il settore finanziario italiano?
Business and Financial Services, Frost & Sullivan
MILANO – 02 dicembre 2016 – “Attualmente,
non è possibile vedere chiaramente il collegamento tra i risultati del
referendum costituzionale in Italia e il destino ultimo delle banche
italiane. Molti scenari plausibili indicano un restringimento
delle opzioni per le banche in difficoltà e cattive notizie in generale
se dovesse vincere il NO – ma la domanda è, quanto cattive?”
“Lo scenario peggiore, il fallimento di
Monte
dei Paschi di Siena che innescherebbe
una cascata di altri fallimenti bancari, richiederebbe almeno tre ipotesi
forti. La prima è che l’attuale governo fosse sostituito e che tale
sostituzione richiedesse molto tempo.
La seconda è che il nuovo governo
fosse “tecnocratico”, con un Ministro delle Finanze o con poca simpatia
verso il settore bancario o incapace di evitare l’applicazione del meccanismo
di risoluzione dell’UE. Infine, bisognerebbe presumere che la disaffezione
degli investitori si diffondesse ad altre banche grandi e meglio capitalizzate
come Unicredit.
Questa sfortunata combinazione è possibile,
naturalmente, ma assolutamente non certa. Nella recente storia politica
italiana, la successione al governo è stata relativamente rapida e indolore,
rispetto ad esempio al Belgio. Pertanto, supponendo che il Primo Ministro
Renzi dia effettivamente le dimissioni, il periodo di incertezza politica
non dovrà necessariamente protrarsi a lungo. Inoltre, un nuovo governo
presumibilmente farebbe tutto ciò che è in suo potere per proteggere
gli obbligazionisti junior (i piccoli risparmiatori privati) ed è probabile
che prenderebbe una posizione ancora più ferma verso l’Europa e il BRRD.
Quanto a un possibile “contagio finanziario”,
i 5 miliardi di euro di debito subordinato di Monte dei Paschi di
Siena non spariranno da un momento all’altro e nemmeno i crediti in sofferenza
(NPL – non performing loans) di altre banche. Tuttavia, non dimentichiamo
che alcune delle altre grandi banche italiane sono intrinsecamente robuste
– non hanno avuto performance peggiori di alcune delle altre banche europee
nello stress test dell’EBA di luglio. A conti fatti, altri fattori esterni – non
collegati al referendum italiano – potrebbero dimostrare di avere un maggiore
impatto sulla stabilità delle banche: la Brexit, la nuova presidenza
degli Stati Uniti, le elezioni francesi e la volatilità dei
mercati finanziari internazionali, per citarne alcuni. Le prospettive
sono ancora piuttosto aperte.”
Chi siamo
Frost & Sullivan, la Growth Partnership
Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa
che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate
che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre
50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più
importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico
e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima
ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione,
macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione
e mercati emergenti?
