L’universo immaginato da Cline e Stephenson influenza la tecnologia odierna

Nel corso del tempo la letteratura fantastica e quella fantascientifica hanno esercitato un ruolo sempre importante per descrivere e per anticipare la realtà. Si pensi ad esempio ad autori ormai considerati dei veri classici come Jules Verne e Herbert George Wells. Eppure ogni diversa generazione di autori votati alla fantascienza e all’esplorazione di mondi e di universi fantastici, ma possibili, ha portato in dote una ventata di innovazione e di novità.

Proprio mentre Disney Plus sta mandando in onda una serie tratta da un libro di culto come Y: L’ultimo uomo, tratta dall’omonimo fumetto scritto da Brian K. Vaughan e Pia Guerra, sul web si torna a parlare con una certa insistenza della nuova trasposizione cinematografica tratta da Dune di Frank Herbert, a opera del talentuoso e visionario regista canadese, Denis Villeneuve.

Da Dune alla fantascienza attuale

Il successo commerciale di Dune, oltre ad aver fatto tornare il romanzo tra i best seller del momento, crea un grande hype attorno alla fantascienza, dopo un periodo in cui a parte qualche eccezione, il genere non aveva mostrato grandissimo appeal tra le nuove generazioni. Eppure si sta parlando molto di alcune pellicole considerate tra le migliori degli ultimi anni, come Ready Player One di Spielberg, tratta dal libro culto di Ernest Cline o dello stesso Interstellar di Christopher Nolan, che si è avvalso della collaborazione del fisico teorico Kip Thorne, esperto di fama mondiale i cui studi sono stati incentrati sulla relatività generale e sui buchi neri. Oltre a questi best seller di indubbio spessore e di grande successo, è diventato un fenomeno di culto un libro pubblicato oltre 25 anni fa: Snow Crash di Neal Stephenson.

Snow Crash: storia di un piccolo grande cult book

Si tratta di un romanzo importante perché oltre ad appartenere al dignitoso filone della fantascienza post cyberpunk, categoria inaugurata nella parte centrale degli anni ottanta da autori come Bruce Sterling e soprattutto dal William Gibson della Trilogia dello Sprawl, ha dato l’idea per quello che oggi conosciamo come il Metaverso. In poche parole il metaverso non è altro che una realtà virtuale condivisa attraverso il world wide web, dove ogni singolo individuo vi partecipa attraverso un avatar. Anche sotto questo punto di vista dunque, il romanzo di Stephenson pur pagando un debito verso i suoi predecessori, gettava le basi per un filone che oggi è tornato prepotentemente in auge, per merito del successo di Ready Player One, romanzo e trasposizione filmica del primo capitolo.

Il titolo Snow Crash è una cosa che tutti i nerd anni ottanta conoscono bene: fa riferimento infatti a quel disturbo dei televisori e di certi computer Apple di prima generazione, che appunto davano un effetto neve ai propri monitor o schermi. Una visione quasi nostalgica della fantascienza, rispetto a quella che conosciamo e amiamo oggi, ma importante perché proprio come Neuromante e La matrice spezzata, avevano gettato le fondamenta del filone cyberpunk, oggi abbiamo una visione storica del Metaverso o se preferite del Multiverso, che dopo appena 19 anni si sta trasformando in realtà.

Non è un caso se Facebook e quindi Mr. Zuckerberg abbiano preso molto sul serio questo tipo di intuizioni che sono presenti nel romanzo di Stephenson, con una differenza sostanziale, rispetto alle opere del passato. Un tempo non c’era ancora internet, i giovani non trascorrevano le loro ore libere giocando in modalità cloud o sfidandosi attraverso gli eSport, cioè gli sport elettronici. L’unico elemento che poteva darci una indicazione delle nuove tendenze di costume e di intrattenimento era dato dal poker online che durante i primi anni novanta stava per essere lanciato in rete. Oggi vediamo come realtà quali https://casino.netbet.it/  sono diventate sempre più conosciute e popolari per quanto riguarda il settore del gioco online multimediale.

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