Brescia, operazione sicurezza: l’efficienza che sventa il pericolo
A Brescia, un intervento esemplare di CoGePir, Istituzioni e aziende specializzate ha neutralizzato in totale sicurezza un potenziale esplosivo, proteggendo la città. Un modello di efficienza organizzativa.
La gestione rapida e coordinata del ritrovamento di acido picrico a Brescia dimostra l’efficacia del sistema italiano di gestione dei rischi, valorizzando la sinergia tra pubblico e privato per la sicurezza dei cittadini.
Brescia, operazione sicurezza: l’efficienza che sventa il pericolo
Un intervento rapido e perfettamente coordinato tra il consorzio CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici), il Commissario Straordinario Mauro Fasano per la messa in sicurezza e la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia-Caffaro, la Prefettura di Brescia, l’azienda ACR Reggiani, i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine ha permesso di neutralizzare in totale sicurezza 5 kg di acido picrico a Brescia. Un modello di efficienza che dimostra come la sinergia e la competenza siano la migliore garanzia per la sicurezza dei cittadini.Una complessa operazione condotta con la massima efficienza e in totale sicurezza ha permesso di neutralizzare un grave pericolo nel centro di Brescia. Venerdì scorso, il ritrovamento di circa 5 kg di acido picrico durante la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia-Caffaro ha attivato una macchina operativa che ha funzionato alla perfezione, trasformando una potenziale crisi in un caso esemplare di gestione del rischio.
Una sinergia perfetta per la sicurezza della città
Tutto è iniziato quando gli operatori di ACR Reggiani, l’azienda che si sta occupando della bonifica, e il Commissario Straordinario Fasano hanno identificato il materiale sospetto, ritrovato in un laboratorio abbandonato da anni, situato in Via Francesco Nullo 8. La loro prontezza e professionalità sono state il primo, fondamentale anello della catena della sicurezza.
L’acido pitrico, si presentava in stato di massima pericolosità: secco, disidratato e cristallizzato. In queste condizioni, l’acido picrico diventa un esplosivo primario estremamente instabile, con un potenziale distruttivo paragonabile a diversi chilogrammi di tritolo e un’onda d’urto stimata di 7.3 km/s, superiore persino a quella dello stesso tritolo. Una minima vibrazione o variazione di temperatura avrebbe potuto innescare una detonazione devastante nel cuore del centro abitato.
Le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto, hanno informato la Prefettura di Brescia, che ha valutato l’evacuazione di un’area di 1,5 km, scongiurata poi, solo grazie alla rapida gestione della minaccia.
Immediatamente allertato il Consorzio Gestione Pirotecnici, l’ente no profit istituito dal MASE (DM 02/02/2026 n. 32) per la gestione dei rifiuti esplodenti. Da quel momento, è scattato un protocollo d’intervento rapido e coordinato.
Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir, descrive così quei momenti: “Dalle foto inviatemi dall’ACR Reggiani, cui va riconosciuto il merito di aver immediatamente compreso la pericolosità della situazione e del prodotto rinvenuto, ho capito subito che eravamo di fronte a una bomba a orologeria. Ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e ho chiesto di allertare immediatamente Artificieri e Vigili del Fuoco”.
È emersa, tuttavia, una criticità procedurale: non trattandosi di un ordigno esplosivo improvvisato (IED), in quanto mancante di dispositivo di innesco, la rimozione non rientrava nei protocolli standard degli Artificieri.
Per colmare questo vuoto operativo, il CoGePir ha immediatamente messo a disposizione della Prefettura il proprio braccio operativo, la società Torpex S.p.A., con i suoi massimi esperti di fama internazionale, a partire da Danilo Coppe (“Mr. Dinamite” nella docuserie TV), che hanno neutralizzato sul posto e poi rimosso l’esplosivo, successivamente trasportato dalla Cigala Trasporti, storica azienda specializzata nel trasporto esplosivi da quasi un secolo, anch’essa parte della filiera CoGePir, in una cava parmense, appositamente evacuata, per il brillamento.
“Ieri potenzialmente si sono salvate delle vite,” sottolinea con soddisfazione Trebucchi. “Questo caso dimostra l’importanza cruciale di un Sistema di Gestione come il CoGePir: subito disponibile, con alte competenze, capace di agire da anello di congiunzione tra Istituzioni e privati. Un plauso va al MASE, alle Istituzioni e alle aziende coinvolte, perché identificare correttamente il rischio e coinvolgere subito i soggetti competenti è stato fondamentale per evitare conseguenze drammatiche”.
Acido picrico: conoscere il rischio per gestirlo
L’acido picrico (2,4,6-trinitrofenolo) è un composto chimico che, sebbene utile in passato, diventa un esplosivo estremamente instabile se si essicca, con una potenza superiore a quella del TNT. La sua capacità di formare composti ancora più sensibili a contatto con i metalli rende i vecchi contenitori, specialmente con tappi metallici, particolarmente pericolosi. La conoscenza di questo rischio è il primo passo per una gestione sicura.
Il modello Brescia: un esempio da seguire
Il successo dell’operazione di Brescia, basata su prevenzione, competenza e collaborazione, risalta ancora di più se confrontato con le recenti tragedie di Casalbordino e Rieti. Quegli incidenti, avvenuti in aziende non conformi e sconosciute al sistema di controllo nazionale, rappresentano un monito su cosa accade in assenza di legalità e tracciabilità.
L’episodio bresciano dimostra che un’alternativa virtuosa esiste ed è efficace.
L’appello: più controlli per più sicurezza
L’appello del CoGePir alle Istituzioni è costruttivo e mira a replicare il modello vincente di Brescia.
“Ogni esplosione in una fabbrica non a norma è una sconfitta per lo Stato,” afferma Piervittorio Trebucchi. “Agire sull’emergenza non basta. È ora di passare alla prevenzione sistematica. Chiediamo un’intensificazione dei controlli da parte di Forze dell’Ordine e Prefetture. Verificare l’iscrizione al CoGePir è il primo passo per distinguere un’azienda legale da una ‘bomba’ sociale. Le prefetture devono avere piena consapevolezza che non possono rilasciare licenze a chi non partecipa a un sistema di gestione riconosciuto per i propri rifiuti esplodenti”.
Cosa fare in caso di ritrovamento di acido pirico: le regole d’oro per la sicurezza
La sicurezza è una responsabilità collettiva. Il CoGePir ricorda a laboratori, scuole, ospedali e aziende le regole fondamentali:
La gestione dell’acido picrico deve seguire un protocollo rigoroso per garantire la sicurezza di operatori e cittadini.
- Identificazione e messa in sicurezza (cosa fare in caso di ritrovamento)
- NON TOCCARE, NON MUOVERE, NON APRIRE: La regola fondamentale in caso di ritrovamento di un contenitore sospetto (vecchio, con etichetta “Acido Picrico”, con presenza di cristalli gialli o con tappo bloccato) è non tentare alcuna operazione. Qualsiasi vibrazione o tentativo di apertura potrebbe innescare un’esplosione.
- ISOLARE L’AREA: Evacuare immediatamente il personale dall’area circostante e interdire l’accesso al locale.
- ALLERTARE LE AUTORITÀ: Contattare immediatamente:
- Il Nucleo Artificieri Antisabotaggio dei Carabinieri o della Polizia di Stato.
- I Vigili del Fuoco (numero di emergenza 115).
- Saranno loro a valutare la situazione e a eseguire le operazioni di messa in sicurezza o di brillamento in loco, se necessario. Nessun’altra figura è autorizzata a intervenire.
- Stoccaggio Sicuro (per chi lo utilizza ancora in laboratorio)
- L’acido picrico deve essere sempre conservato in soluzione, con un contenuto d’acqua superiore al 30%.
- Utilizzare contenitori di vetro o plastica con tappi non metallici.
- Verificare periodicamente il livello dell’acqua per evitare l’essiccamento, rabboccando se necessario.
- Conservare in un luogo fresco, lontano da fonti di calore, luce solare diretta e materiali incompatibili (metalli, basi, agenti ossidanti).
- Etichettare chiaramente il contenitore con la data di acquisto e le date dei controlli.
- Smaltimento come Rifiuto Pericoloso
- Lo smaltimento dell’acido picrico è un’operazione riservata esclusivamente a ditte specializzate e autorizzate alla gestione di rifiuti pericolosi esplosivi (Codice Europeo dei Rifiuti – CER appropriato).
- Non tentare mai di smaltire l’acido picrico versandolo negli scarichi o gettandolo nei rifiuti comuni.
- Le aziende incaricate provvederanno al ritiro del rifiuto, preventivamente stabilizzato, e al suo successivo trasporto presso impianti di trattamento autorizzati.
Il CoGePir invita tutti i laboratori di analisi, istituti di ricerca, scuole, ospedali e aziende che potrebbero inconsapevolmente custodire tale sostanza, affinché verifichino i propri magazzini e, in caso di dubbio, seguano scrupolosamente la procedura di allerta, senza intraprendere iniziative autonome che potrebbero mettere a repentaglio la propria e l’altrui incolumità.

